15. 12. 06
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L'Agenzia per l'Italia digitale ha pubblicato sul proprio sito la nuova tassonomia XBRL, aggiornata per i bilanci 2015. Ricordiamo le novità previste per i bilanci dal 2016: introduzione dell'obbligo di redazione del rendiconto finanziario per le società di rilevanti dimensioni; eliminazione dei conti d'ordine; variazioni ad alcuni principi di redazione del bilancio; variazioni nella valutazione delle voci; variazioni al contenuto della nota integrativa; introduzione del concetto di micro-impresa e relativo bilancio; modifiche agli schemi di bilancio. La data a partire dalla quale sarà possibile utilizzare la nuova tassonomia dovrà essere resa ufficiale da apposito avviso del MISE, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

15. 12. 06
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Premessa

Il processo di modifica della normativa civilistica di bilancio è culminato con il recepimento e l’attuazione della direttiva comunitaria 2013/34/EU, avvenuta con il D.Lgs. n. 139/2015 del 18 agosto 2015.

Tale direttiva esplica i suoi effetti (e quindi viene recepita in due distinti decreti):
- sulla disciplina del bilancio di esercizio e di quello consolidato per le società di capitali e gli altri soggetti individuati dalla legge;
- sui conti annuali e sui conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari.

Le nuove regole, una volta approvate definitivamente, entreranno in vigore dal 1° gennaio 2016 e si applicheranno ai bilanci relativi agli esercizi finanziari aventi inizio a partire da tale data.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione che interesserà a vari livelli, l’intera struttura del bilancio di esercizio.

Tra le altre cose, infatti, viene previsto:
- l’introduzione di una forma semplificata di bilancio per le imprese di piccole dimensioni;
- l’obbligo di redigere il rendiconto finanziario per tutte le società che non possono redigere il bilancio in forma abbreviata, oltre ad una nuova struttura per quest’ultimo;
- un maggior numero di informazioni per la nota integrativa al bilancio, fra cui i rapporti economici che intercorrono fra società, amministratori e sindaci e sulla natura e gli effetti, patrimoniali, finanziari ed economici dei fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio.

Le principali innovazioni previste dalla nuova Direttiva

Con l’attuazione della Direttiva Europea vengono recepite le seguenti novità:

1) una generale graduazione degli obblighi informativi, attuata tramite suddivisione delle imprese in segmenti dimensionali definiti da valori di bilancio e numero dei dipendenti;

2) l’introduzione, quindi, di un regime per le c.d. “micro imprese” ancora più semplificato rispetto a quello previsto per le “piccole imprese”, che consentirà agli operatori economici di piccolissime dimensioni di redigere un bilancio in forma ridotta, con eliminazione di quegli oneri informativi attualmente previsti che, date le ridotte dimensioni, costituiscono un ingiustificato onere amministrativo.
In particolare, le cd. “Microimprese” sono identificate nelle società che in due esercizi consecutivi non superano due dei seguenti limiti:
1. 175.000 euro di totale dell’attivo patrimoniale;
2. 350.000 euro di ricavi delle vendite e prestazioni;
3. 5 dipendenti occupati in media durante l’esercizio.
Le semplificazioni per tali imprese prevedono nessun obbligo di:
- nota integrativa;
- relazione sulla gestione;
- rendiconto finanziario.
Le condizioni da rispettare impongono che in calce allo stato patrimoniale devono essere riportate le seguenti informazioni:
a) importo complessivo degli impegni, delle garanzie e delle passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale, indicando la natura delle garanzie reali prestate e gli altri impegni;
b) ammontare dei compensi, delle anticipazioni e dei crediti concessi agli amministratori e ai sindaci, cumulativamente per ciascuna categoria specificando il tasso di interesse, le principali condizioni e gli importi eventualmente rimborsati, cancellati o oggetto di rinuncia, nonché gli impegni assunti per loro conto per effetto delle garanzie di qualsiasi tipo prestate.

3) la modernizzazione degli istituti relativi al trattamento contabile dei derivati, degli strumenti finanziari, dei crediti e dei debiti, mediante avvicinamento a quanto previsto in materia dagli IAS/IFRS, per le imprese di grandi dimensioni. In particolare, secondo gli intendimenti del Legislatore, un trattamento contabile degli strumenti derivati in linea con quello delle migliori prassi internazionali responsabilizzerà le imprese nella sottoscrizione e gestione di tali strumenti che, data la loro complessità e potenziale rischiosità, necessitano di vedere evidenziati immediatamente in bilancio i propri effetti;

4) l’estensione di questi ultimi istituti contabili anche alle imprese di assicurazione, per le quali un’applicazione del criterio del costo ammortizzato, della cd. attualizzazione e del fair value per gli strumenti derivati potrebbe essere non ottimale in ragione della necessità di un adeguato raccordo tra valutazione delle attività e delle passività, oltretutto in attesa che nei prossimi anni si completi la transizione delle imprese assicurative ai principi contabili internazionali (IFRS), oggi ad esse applicabili solo per la redazione del bilancio consolidato. A tale proposito, si ricorda che dal 1° gennaio 2016 le imprese di assicurazione saranno assoggettate ad un nuovo regime prudenziale (cd. Solvency II) che prevede, tra l’altro, un’informativa pubblica basata su criteri valutativi diversi da quelli di bilancio. Pertanto, per questi soggetti si punta ad una più ampia revisione della disciplina contabile da attuarsi - in tempo utile per la redazione dei bilanci d’esercizio 2018 - alternativamente mediante passaggio agli IAS/IFRS o, in ogni caso, mediante un’ampia revisione dei vigenti criteri contabili che abbracci anche la valutazione delle riserve tecniche e delle altre voci di bilancio;

5) l’obbligo di redazione del rendiconto finanziario da parte di tutte le società che redigono il bilancio in forma ordinaria; inoltre, viene definito il contenuto del rendiconto finanziario dovendo quest’ultimo, riportare, per l’esercizio a cui è riferito il bilancio e per quello precedente, l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide, all’inizio e alla fine dell’esercizio, ed i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività operativa, da quella di investimento, da quella di finanziamento, ivi comprese le operazioni con i soci;

6) una profonda revisione del contenuto della nota integrativa; in particolare, in essa vengono inserite le seguenti informazioni:
a) importo complessivo degli impegni, delle garanzie e delle passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale, con indicazione della natura delle garanzie reali prestate; impegni esistenti in materia di trattamento di quiescenza e simili, nonché impegni assunti nei confronti di imprese controllate, collegate, nonché controllanti e imprese sottoposte al controllo di quest’ultime sono distintamente indicati;
b) ammontare dei compensi, delle anticipazioni e dei crediti concessi agli amministratori ed ai sindaci, cumulativamente per ciascuna categoria, precisando il tasso d'interesse, le principali condizioni e gli importi eventualmente rimborsati, cancellati o oggetto di rinuncia, nonché gli impegni assunti per loro conto per effetto di garanzie di qualsiasi tipo prestate, precisando il totale per ciascuna categoria;
c) natura e risvolti di tipo economico, patrimoniale e finanziario dei fatti accaduti dopo la chiusura dell’esercizio;
d) proposta di destinazione degli utili (o di copertura della perdita);
e) una nuova disciplina sul bilancio consolidato che esclude da tale obbligo le imprese controllanti che, unitamente alle imprese controllate, non abbiano superato per due esercizi consecutivi, due dei seguenti limiti:
o totale degli attivi degli stati patrimoniali: 20 milioni di euro (attualmente il limite è fissato a 17,5 milioni);
o ricavi delle vendite e delle prestazioni: 40 milioni di euro (attualmente 35 milioni);
o 250 dipendenti occupati in media durante l’esercizio.

Dal punto di vista dei criteri di valutazione delle poste di bilancio, si segnala che il nuovo art. 2426 del Codice Civile fissa la durata massima per l’ammortamento degli avviamenti in 10 anni, (attualmente la norma civilistica determina una durata massima standard di 5 anni estendibile per un periodo di durata superiore senza per altro fissarne il limite temporale), fermo restando la regola principale che impone agli amministratori di determinare, in primis, la sua vita utile (residua).
Si riporta di seguito il testo modificato del nuovo punto 6), paragrafo 1. dell’art. 2426 C.C.
 “L'avviamento può essere iscritto nell'attivo con il consenso, ove esistente, del collegio sindacale, se acquisito a titolo oneroso, nei limiti del costo per esso sostenuto L’ammortamento dell’avviamento è effettuato secondo la sua vita utile; nei casi eccezionali in cui sia impossibile determinarne la vita utile, è ammortizzato entro un periodo non superiore a dieci anni. Nella nota integrativa è fornita una spiegazione del periodo di ammortamento dell’avviamento”
La modifica intervenuta imporrà anche un intervento correttivo sul Principio Contabile OIC 24 (tra l’altro appena emanato nel 2015) che attualmente (e sarà applicabile quindi soltanto con riferimento ai bilanci 2015) consente per gli avviamenti una durata massima di ammortamento di 20 anni.

16. 01. 22
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La richiesta a rimborso del credito emergente dalla dichiarazione Iva 2016 per l’anno 2015 – possibile a partire dal 1° febbraio 2016 – è disciplinata dall’articolo 38-bis, D.P.R. 633/1972, che conferma le importanti novità introdotte lo scorso anno dall’articolo 13, D.Lgs. 175/2014 (cosiddetto Decreto Semplificazioni).

Le conferme riguardano:

  • l’innalzamento da 5.164,57 a 15.000 euro dell’ammontare dei rimborsi eseguibili senza prestazione di garanzia e senza altri adempimenti, ad eccezione della mera presentazione della dichiarazione Iva annuale;
  • la possibilità di ottenere i rimborsi di importo superiore a 15.000 euro senza prestazione della garanzia, presentando una dichiarazione annuale o un’istanza trimestrale munita di visto di conformità o sottoscrizione alternativa da parte degli organi di revisione, unitamente ad una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante la sussistenza di determinati requisiti;
  • la previsione della obbligatorietà della garanzia per i rimborsi superiori a 15.000 euro solo nelle ipotesi di specifiche situazioni di rischio.
17. 01. 10
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Il Decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017 prevede la trasformazione dell’obbligo di trasmissione dei dati sulle fatture attive e passive da annuale a trimestrale e l’introduzione di una comunicazione, sempre trimestrale, dei dati contabili riepilogativi alle operazioni di liquidazione periodica dell’imposta.

Questa disposizione dovrebbe comportare, a regime a partire dal 2019, da un lato, un rilevante incremento di gettito per lo Stato, dall’altro lato maggiori costi di adempimento per i contribuenti, in parte compensati attraverso un apposito credito d’imposta.

L’articolo 4 del citato Decreto prevede che, a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre del 2017, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, ciascun soggetto passivo IVA dovrà trasmettere telematicamente:

- i dati di tutte le fatture emesse nonché di quelle ricevute e registrate ai sensi dell’articolo 25 del D.P.R. n. 633 del 1972, ivi incluse le bollette doganali, nonché i dati delle relative variazioni;
- una comunicazione sintetica dei dati contabili riepilogativi delle operazioni di liquidazione dell’imposta effettuate ai sensi dell’articolo 1, commi 1 e 1 bis del D.P.R. n. 100 del 1998 nonché degli articoli 73, primo comma lettera e), e 74, quarto comma, del D.P.R. n. 633 del 1972.

16. 01. 22
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Il credito IVA maturato al 31 dicembre 2015 può essere utilizzato in compensazione con altre imposte e contributi (compensazione "orizzontale" o "esterna"), già a decorrere dalla scadenza del 16 gennaio 2016 (codice tributo 6099 - anno di riferimento 2015), ma solo fino al limite massimo di 5.000 euro.

L'eventuale credito eccedente i 5.000 euro, ma entro l'ulteriore limite di 15.000 euro, potrà invece essere utilizzato a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale IVA (quindi, per esempio, dal 16 marzo 2016 in caso di dichiarazione annuale IVA presentata entro febbraio 2016).

Il credito che dovesse eccedere i 15.000 euro potrà infine essere utilizzato in compensazione, soltanto se la dichiarazione IVA annuale riporterà il visto di conformità rilasciato da un professionista abilitato.

In tutti i casi in cui l'utilizzo a compensazione del credito IVA (anche in più F24) dovesse eccedere il limite dei 5.000 euro, il pagamento di ogni singolo modello F24 dovrà avvenire esclusivamente con modalità telematiche (Fisconline/Entratel) e non è consentito l'utilizzo dell'home banking.

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